[Chiesa di San Pietro a Cembra]

La  Chiesa  di  San  Pietro  e'  uno dei piu' espressivi monumenti
d'arte   della   Valle,   la   sia   per  struttura  architettonica, sia per
ricchezza e varieta' d'affreschi che ne ornano le pareti interne.

Cenni storici

Fu documentata la prima volta nel 1224, rimaneggiata e ricostruita
verso  la  fine  del  '300; l'altare maggiore fu consacrato nel 1406 e
gli  altari  laterali, dedicati a San Stefano e San Michele Arcangelo,
successivamente  (1430).  L'attuale  edificio  gotico sorse all'inizio
del  '500:   la   consacrazione    dell' altare   maggiore,  dedicato  ai
Santi  Pietro e Paolo risale, infatti, al 1525. Probabilmente pero' la
Chiesaera stata riedificata nelle forme attuali gia' fra il 1506-1510,
per  opera   del  maestro    costruttore   Michele   di  Francesco  da
Gardena.
Un'importante  opera di  restauro  avvenne  nella  seconda  meta'
del '800:  i  primi lavori  di  restauro  riguardarono il tetto e la parte
superiore  della  facciata.  Gli  affreschi invece furono sistemati in
tempi piu' recenti (1912/13-1956).
Negli anni 1966 e 1977 si attuo' il recupero dell'originario volume
architettonico, che era stato parzialmente  alterato dagli interventi
ottocenteschi.

Struttura esterna

Come    si   e'   detto    l' edificio    presenta    parecchi    elementi
architettonici che ci permettono di classificarlo gotico. La Chiesa
e'  dotata   all' esterno   di  contrafforti  rampanti;  addossato  alla
parete  a settentrione vi e' il bel campanile, non gotico ma tardo-
romanico. Esso  presenta  trifore e quadrifore sovrapposte ed e'
coperto  da  un' alta  cuspide  piramidale  in  muratura.  Classici
elementi gotici sono poi l'agile portale, ed il rosone del timpano.

L'interno della Chiesa
Struttura interna

L'interno e' ad un'unica navata coperta da una volta suddivisa in tre campate e ornata da un fitto intreccio di nervature
raccordate alle pareti da otto mensole in pietra arenaria che hanno forme animali e umane. Conclude la navata uno
slanciato  arco  santo  a  sesto  acuto in  pietra, attraversato da una trave che e' sovrastata da un Cristo Crocefisso e
dalle statue lignee di Maria e San Giovanni Evangelista. Queste ultime, come pure le statue dei Santi Pietro e Paolo,
provengono  dall'antico altare  maggiore, e  risalgono al 1520 circa. L'abside, di larghezza leggermente inferiore alla
navata, e' a  pianta  pentagonale  ed  e' illuminato  da tre alte bifore gotiche, opera di Michele di  Val Gardena (primo
30ennio 1500). E' ricoperta  da  una  volta  a  costoloni  che  poggiano  su  sei  mensole simili a  quelle della navata.
Affreschi  Il  presbiterio  e' completamente  affrescato;  la decorazione e' databile 1549. Al centro  della volta vi e' Dio
Benedicente  affiancato  da quattro dottori della Chiesa, e dagli Evangelisti; piu' in basso, nelle  vele delimitate dalle
nervature vi e' Re Davide, alcuni profeti, Giacobbe, Mose', Noe'; sulla parete di fondo dell'abside vi e' la Crocifissione,
a sinistra la raccolta della Manna;  negli  sguanci  appaiono  Sant i e  Sante con i loro rispettivi   attributi iconografici;
nella fascia sotto  i  Peducci,  da  cui si dipartono i costoloni, sono dipinte 14 figure (da sinistra:   Cristo benedicente
e la serie degli apostoli);  in  prossimita' dell'Arco Santo vi e' presumibilmente San Vigilio. Nella parte  inferiore delle
pareti e' venuta  alla   luce,   durante  i  restauri  del  1956,  una  decorazione  a  finto tessuto ornata a  motivi vegetali
stilizzati.  La  decorazione   ad   affresco   prosegue   nella  parte  meridionale  della  navata,   costituendo   "un  ciclo
completo    della    vita    di   Cristo";   il   medesimo  pittore  attivo  nel presbiterio   dipinse  infatti   "La   Vita di  Cristo
dall'Annunciazione  alla  Risurrezione  in  24 episodi.  Degno  della  piu' sincera   ammirazione  e' il grande affresco
del  Giudizio  Universale",  eseguito  nel  1759  e  occupante tutta la parete settentrionale della  navata.  E'  un'opera
fra  le  più  importanti  del  pittore  Valentino Rovisi di Moena (1715-1783), non solo per  le  grandi  dimensioni e per
la  complessita'  della  composizione,   ma  perche'  documenta  in  modo efficace   la   sua   adesione  allo  stile di
Giovan  Battista  Tiepolo,  di  cu i fu  un  fecondo   divulgatore in Trentino.  Il Rovisi ebbe  infatt i la  sua formazione a
Venezia,  dove  entro'  appunto  nella  cerchia  del  Tiepolo.  Infine  nella  nicchia  a   parete  d i fondo della navata, si
trova  la  statua  della  Madonna  di  Loreto, intagliata,  dipinta e dorata. Il pulpito  ligneo,  proveniente  dall a Chiesa
di Santa Maria risale alla meta' del seicento; dalla stessa chiesa proviene anche il neogotico banco Bonfanti.

Fonti bibliografiche della scheda:

- da "San Pietro in Cembra: la Chiesa sulla roccia" di Alberto Folgheraiter e Giorgio Moser;
- da "Storia di Cembra: l'arte nelle chiese - Santa Maria, San Pietro, San Rocco" di Ezio Chini;
- da La Chiesa di Dio che vive in Trento" - Arcidiocesi di Trento.